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ore per raggiungere la destinazione: per molti di noi è stato il
primo viaggio di tali proporzioni. Siamo partiti da Venezia alle tre
del pomeriggio il primo Luglio 2012, per arrivare a Sathankulam alle
4 del mattino (ora locale) del 2 luglio. Poco male, del Marco Polo ci
mise poco più di tre anni a raggiungere il Chatai.
| Riposino sul nudo marmo dell'aeroporto a New Delhi in attesa del volo per Chennai |
| Pulmino con fari stroboscopici |
Il
tragitto in autostrada si è svolto tranquillo, quasi privo d'infarti
ed eccessive tachicardie, nonostante i sorpassi da gara
automobilistica e la guida stile Parigi-Dakar.
Dopo
circa un'ora e mezza (circa le 23.30 locali) arriviamo per la cena a
Virudhunagar, in un istituto per ragazzini che, nonostante l'ora, ci
hanno regalato un'accoglienza deliziosa: abiti colorati ed eleganti,
fiori tra i capelli e sorrisi sinceri e curiosi ci hanno dato il
benvenuto. Loro stessi ci hanno servito la cena, con una gentilezza e
una disponibilità quasi imbarazzanti per noi, convinti di arrivare
per dare il nostro aiuto. Il minimo che potessimo fare è stato
imparare a ringraziare in lingua tamil (nan-dri,
con la a un po'
aperta, quasi e)
e ricambiare i sorrisi coloratissimi prima di ripartire.
Durante
l'ultima parte del tragitto, il karma si è manifestato sotto la
forma di una perdita di gasolio dal serbatoio, che ci ha costretti a
una sosta forzata di oltre un'ora; pagherei per poter conoscere i
pensieri del motociclista che si è fermato a soccorrerci e ha visto
questo manipolo di dieci occidentali in un furgone carico
all'inverosimile di bagagli fermi in una strada periferica nella
parte più meridionale del Tamil Nadu.
Con
l'aroma di chi trasporta un cargo di harbre magique al gasolio
stantio, abbiamo raggiunto finalmente la nostra casa a Sathankulam,
ottenendo un brunch alle 11.30 per il giorno dopo.
Mauro
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