In questi giorni la Guest House di Aid India ospita, oltre a noi volontari, una ragazza di nome Kokila, arrivata direttamente da Chennai, a 12 ore di bus da Sathankulam. E' una bella ragazza indiana, dal carattere aperto, movimenti decisi ed un linguaggio corporeo incredibile per noi. Il padre è indù, la madre cristiana e lei è stata la nostra guida speciale nella visita al tempio indù.
Qui apro una piccola parentesi: se solo qualche mese fa mi avessero detto che avrei camminato scalza in quel posto, mangiato con le mani il cibo sacro messo su una foglia di banano e mischiato col gesso, ricordato all'ultimo degli dei del tempio di riferire i miei desideri alle divinità presenti, proprioproprio non c'avrei creduto.
Koki ci ha anche accompagnato nella nostra gitarella a Tirunelveli, consigliandoci nella scelta dei sari e dei shalwar kameez.
Lei è qui con noi fino a domani, ed il suo compito è stato quello di offrire delle lezioni di Tamil, utilissime per riuscire ad utilizzare brevi espressioni, parole chiavi nelle conversazioni ed usi e costumi di questa regione dell'India. La desinenza delle frasi polite, l'importanza del matrimonio, perchè le donne indiane tengono i capelli lunghi e annodati in una treccia: è tutto nuovo, tutto interessantissimo. La pronuncia delle parole a volte sembra impossibile, esistono mille modi di arrotolare la lingua e tenere le vocali aperte e chiuse allo stesso tempo.
Nanri è la prima parola che abbiamo imparato a pronunciare. Nanri vuol dire Grazie, e la ripetiamo mille volte al giorno, perchè abbiamo da ringraziare moltissimo. Moltissimo, davvero.
Vannakam è il saluto che, a mani giunte, rivolgiamo a chi incontriamo durante la nostra giornata, ed in realtà è molto più che un saluto. Kokila scrive sulle slides preparate per noi il significato di Vannakam:
'I respect your Soul, as we believe god lives in our Soul'
Ringraziare ci sembra davvero il minimo.
Daniela
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