mercoledì 11 luglio 2012

Può essere una buona idea portare con voi la carta igienica

Il mio estro narrativo si trova ai minimi termini, forse perchè sono ancora nella fase di "assorbimento"...quando sarò zuppa di India, comincerò a rilasciare...allora decido tatticamente di cominciare dall'argomento più triviale possibile, confidando in una risalita.
Può essere una buona idea portare con voi la carta igienica. La mia Lonely Planet liquida così uno degli argomenti pre-partenza più dibattuti, causa di dubbi, perplessità e qualche attacco di panico.
Solo turca? Non c'è la carta igienica? Devo portarla? Dovrò usare una foglia di banano? E cheddddiavolo è lo "SPRUZZETTO"???!!

Una volta arrivata mi sento in dovere di spendere due parole in merito a questa perniciosa questione.
Nelle toilette indiane si possono trovare destabilizzanti bagni alla turca ma anche la più familiare tazza, mentre la grande assente, ebbene sì, è la carta igienica.

Portarsela da casa? Magari un rotolo da usare proprio in casi estremi perchè gli scarichi indiani, ovviamente, non sono abituati a smaltirla e si rischia l'intasamento..che forse è peggio.
Comunque credetemi, il viaggio vero comincia quando si smette di usarla.
Questo senza il timore di compromettere i vostri standard igienici, grazie al suddetto "spruzzetto", ovvero una doccetta con flessibile e levetta per il controllo dell'acqua messa proprio vicino al water, che praticamente incorpora la funzione "bidet". Inizialmente con qualche impaccio, poi sempre con maggior destrezza, riuscirete a utilizzarlo al meglio. 
Vi sembrerà anche bizzarro, ma infondo anche i water giapponesi hanno la stessa peculiarità (tra le tante), la differenza è che qui non è automatica (comunque all'equatore come in Giappone troverete la tavoletta calda).
I nostri bagni indiani hanno un water con spruzzetto, il lavandino, tre rubinetti che sbucano dal muro e una doccia, ovviamente sprovvista di cabina. Lo scarico dell'acqua è a terra e nemmeno troppo vicino, eppure il bagno non si allaga mai. Certo aiuta che le finestrelle siano senza vetri e fuori ci siano sempre in media 30 gradi.
Pur nella loro estrema semplicità mi sembra che questi bagni siano perfettamente funzionali, puliti, intelligenti...giusti così.
Durante il viaggio per arrivare fino a qui abbiamo osservato affascinanti donne indiane pettinarsi i meravigliosi capelli scalze nel mezzo dei bagni più squallidi che potreste immaginarvi. 
I contorni delle cose cambiano, come se indossassi un paio di occhiali graduati in modo insolito, e tutto mi sembra bello, ma bello in un modo strano...luminoso, brillante, come se la semplicità, la povertà togliesse alla cose il lenzuolo che le copre e le scoprisse per quello che sono, polverose magari, sporche in certi punti, anche malmesse, ma con dei colori, un'eleganza e un'intensità che ti trapassano.


Sono stati giorni di debilitazione fisica qui...e forse ho parlato di bagni proprio perchè ci ho passato molto tempo...ma da domani andrà meglio perchè stasera Kalyani ha cacciato via tutti i nostri malanni. Ha tracciato un cerchio davanti ad ognuno dei nostri visi impugnando un pezzo di carta profumatissimo (o forse era il profumo di Kalyani), poi è uscita e gli ha dato fuoco. E lì, in silenzio, guardando la fiammella che sgomitava nel buio e accendeva il bel viso della nostra sister mi sono sentita al sicuro, come se fosse davvero possibile cancellare i demoni dell'anima, lusingandoli col profumo di cocco e intrappolandoli in un pezzetto di carta da bruciare davanti casa.

Grazia

1 commento:

  1. la foto rosa, su carta igenica ha un che molto gothic!!

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